COLLI

Colli di Monte Bove (AQ.), il Secolo Scorso

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Il Film dell'epopea di Colli nella storia

La retrocopertina
Copertina del DVD
La storia di Colli di Monte Bove dall'età Longobarda all'epoca contemporanea. L'importanza dell'agiografia di Berardo illustrata attraverso l'analisi delle fonti medievali e moderne. Le vicende storiche della Marsica illuminate dal prezioso contributo di Sofia Boesch Gajano, professore onorario dell'Università 3 di Roma, costituiscono questo documentario realizzato con passione e competenza da Giuseppe Berardini e Giovanni Anastasi.
E' possibile fare richiesta del DVD inviando un'email all'indirizzo segnalato in "Contatti" al fondo di questo Blog.

I Panegrossi non ancora attivi a Colli nel 1669

Il Frontespizio della nuova Numerazione dei Fuochi
Il Duca Filippo Colonna proprietario delle Terre di Colli





















La nuova numerazione dei fuochi del Regno di Napoli del 1669 ci consente di conoscere il signore delle terre di Colli (il Duca Filippo Colonna di Tagliacozzo) e, indirettamente, di smentire la pubblicistica locale che collocava nel 1640 l'anno dell'arrivo della famiglia Panegrossi nel nostro paese.
Il nuovo registro è molto accurato nel recensire i proprietari dei beni immobili: infatti quando in una località questi beni sono posseduti da più famiglie sono puntualmente registrate e ad ognuna di esse è imputata la quota del tributo in ragione dell'entità dei possedimenti (ad esempio ciò accade per Capistrello e Leofreni).
Pertanto, pur non potendosi negare recisamente l'ipotesi della presenza a Colli di qualche componente la famiglia Panegrossi già in quell'epoca, si può assolutamente escludere che possedesse terre in quantità significative come, invece, avverrà nel secolo successivo, attestato dai molteplici atti di compravendita custoditi da Alberto Mantica, discendente matrilineare della famiglia Panegrossi.

Finalmente è tornata!

La Madonna dei Bisognosi
Questo Natale è stato particolarmente piacevole per la popolazione di Colli di Monte Bove, sia pur funestato da un grave lutto che ha colpito la comunità, perché ha potuto di nuovo ammirare la statua lignea (XIII° secolo) della Madonna dei Bisognosi ricollocata nella chiesa San Nicola di Bari.

La preziosa opera è tornata nel nostro paese per la instancabile azione del priore della confraternita di san Berardo Giuseppe Simeoni che è riuscito, con il contriburo determinate del vescovo di Avezzano Mons. Pietro Santoro, ad ottenere il consenso della sovrintendenza dei beni culturali provinciali affinché l'antica reliqua venisse restituita al patrimonio artistico-religioso di Colli.
Don Paolo Panegrossi ci ricorda nel suo volume del 1867 Memorie storiche intorno a S. Berardo Cardinale, che la venerazione per questa effige della Madonna era molto sentita e che le era dedicata una festa, con rito appropriato, nel mese di Ottobre. Le viene anche attributo il merito di aver salvato Colli dal Colera nell'anno 1855.

Il tracciato della Valeria nel Settecento

La carta dell'abate De Revillas - Diocesis Marsorum
Jean-Baptiste Bourguignon d'Anville







Queste due carte geografiche della Diocesi dei Marsi, probabilmente coeve, risalenti alla prima metà del XVIII secolo, mostrano con un'accurata dovizia di particolari il vecchio tracciato della via Valeria a Colli di Monte Bove (qui identificato come Colle) prima dell'intervento coattivo della famiglia Panegrossi che ne fece deviare l'antico percorso proprio nel nostro paese per consentire l'attraversamento del rione Castello.
La prima carta del 1735, opera dell'abate de Revillas, fu redatta su commissione di Giuseppe Baronio, vescovo dei Marsi.
 La rappresentazione grafica della Marsica di Jean-Baptiste Bourguignon d'Anville, non datata, è inserita in un contesto geografico più ampio ed ha per titolo: "Italie centrale entre Civita-Vecchia Terracine Ponte-Corvo Celano" ma è altrettanto chiaro il percorso della Valeria a Colli.

Il saggio che ha reso Berardo celebre nel mondo

Testo originale in Francese
Testo in Italiano
Per gentile concessione di Richard Figuier, direttore delle pubblicazioni dell'Ecole francaise de Rome, rendiamo disponibili le pagine nella versione originale in francese e nella traduzione italiana, che hanno elevato il Pastorato di Berardo dei Marsi (1080-1130) ad oggetto di studi, di libri, di comunicazioni a convegni. Nella sua missione apostolica, Berardo ha inventato una nuova arte di governo della Chiesa ed ha messo in pratica un modello episcopale arcaico tipicamente gregoriano.
La versione italiana del saggio è composta da 25 pagine (scusandomi per alcuni errori di battitura dovuti al fatto che non ho avuto il tempo di rileggerla), dense di notizie inedite sull'agiografia di Berardo nato a Colli di Monte Bove ed inserite nel volume di Pierre Toubert Les structures du Latium médiéval. Le Latium méridional et la Sabine du IX siècle à la fin du XII siècle, Roma, 1973, già considerato un classico della storiografia contemporanea. Il testo è praticamente introvabile (si può reperire solo in poche Biblioteche e presso raffinati bibliofili. Ringrazio il dr. Nicola Cariello per avermi messo a disposizione il prezioso volume). Per accedere ai testi cliccare sulle rispettive didascalie.

Primo percorso guidato tra le bellezze di Colli

Il Sindaco di Carsoli (A. Barnabei)

La locandina del percorso
Il 18 Agosto è stato promosso dal comune di Carsoli il primo percorso storico-religioso-artistico dei monumenti di Colli di Monte Bove.
La prima tappa è stata la visita al castello dei Conti dei Marsi dove il Sindaco di Carsoli dr. Mario Mazzetti ha illustrato le finalità della manifestazione ed i progetti che l'Amministrazione ha in cantiere per il nostro paese. il Sacerdote Paolo Emilio Capaldi, assistente del capo istruttore delle guide AGESCI e profondo conoscitore della toponomastica dei monti carseolani/simbruini, ha brevemente esaminato le varie ipotesi sull'origine del nome di Colli; è quindi seguita un'illustrazione stororica del castello, sottolineando che vi è nato nel 1080 Berardo, vescovo dei Marsi dal 1110 al 1130 e le vicende che lo hanno caratterizzato nelle varie epoche storiche.
Chiesa Madonna della Speranza (A. Barnabei)
La seconda sosta è stata fatta nella chiesa privata della Madonna della Speranza. E' stata spiegata la sua collocazione architettonica, le opere di pregio che ha custodito (una rara edizione dell'immagine della Sacra Sindone, ora presente solo in copia, come in riproduzione è collocata sull'altare centrale una Madonna con bambino risalente al Quattrocento). La passeggiata è proseguita per la chiesa di San Nicola di Bari e ci si è soffermati, in particolare, sull'organo a mantice, sulla madonna lignea del XIII° secolo, ora la museo della Marsica di Celano, e soprattutto sullo splendido altare della Madonna del Rosario, recentemente restaurato, che risente di motivi rinascimentali (l'artista che lo ha creato è stato certamente influenzato da Raffaello e da Leonardo).
L'ingresso del castello dei Conti dei Marsi (A. Barnabei)
Nella chiesa dedicata a San Berardo è stato ricordato che sono presenti due affreschi, ora ricoperti da alcuni strati di vernice, che testimoniano due miracoli di Berardo (conversione del bravo Di Ambrosio e madre che implora il ritorno in vita del figlio) sfuggiti sia ai redattori alto/medievali della leggenda, che agli studiosi contemporanei. E' poi stato esaminato l'ampio dibattito internazionale che si è animato sulla figura di Berardo a partire dal 1973 da quando cioè Pierre Toubert nel suo testo già considerato un classico della storiografia contemporanea, Les structures du Latium méridional..., ha dedicato cinquanta pagine al nostro Berardo identificandolo come uno dei tre vescovi (insieme a Brunone di Sora e Pietro d'Anangni) che ha messo in pratica la Riforma Gregoriana della Chiesa Cattolica. La bella giornata si è conclusa a Piazza Palazzo dove è stata fatta eco della presenza della dogana del Regno di Napoli.
 

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